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Perchè essere Psicologo-Imprenditore

psicologo imprenditorePsicologo Imprenditore: due facce della stessa medaglia. Vuoi sapere perché?
Secondo il codice civile l’imprenditore è  “… chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine di produzione o dello scambio di beni e servizi“.
Allo psicologo, implicitamente, è richiesto di diventare imprenditore di se stesso in quanto, in base alla professionalità acquisita, offre un servizio ad un particolare target di destinatari.

Facciamo un passo indietro.
Ti sei laureato, magari mentre lavoravi per mantenerti gli studi. Hai vissuto l’impegnativo anno del tirocinio. Hai studiato per l’esame di stato. Lo hai superato. Ti iscrivi all’albo dell’Ordine degli psicologi. Per la società sei uno psicologo.
Il tuo sogno si è realizzato.
Ora devi provare ad orientarti tra le competenze e l’esperienza acquisite, capire se vuoi e puoi occuparti di tutto ciò che è materia della psicologo in ambito clinico e in molti altri settori oppure in quello delle organizzazioni.
In ogni caso la formazione è continua, non puoi permetterti di smettere di studiare, hai l’obbligo di tenerti aggiornato sulle nuove tecniche psicologiche, sulla ricerca, in materia fiscale, di privacy ecc.
La deontologia professionale, fortunatamente, regna sovrana. Non puoi che offrire al cliente-paziente il massimo in base alle tue reali possibilità e, tra i tuoi obiettivi costanti, non possono mancare il potenziamento dell’efficacia del tuo lavoro e la soddisfazione dei tuoi clienti.
Ma la laurea e tutti gli adempimenti burocratici, da soli, non ti portano pazienti da curare e non riempiono la tua sala d’aspetto.
Oltre ad essere uno psicologo, quasi per diritto-dovere, sei anche un libero professionista (c’è una grande tendenza a lavorare nel settore privato) e un imprenditore di te stesso. Lo sei per te stesso, agli occhi degli altri e, soprattutto, a quelli del mercato.
Questo non sminuisce la tua etica, non fa di te una persona che pensa solo al profitto in quanto l’attitudine centrata sul cliente, l’etica personale e professionale stesse possono decisamente fare la differenza. Per aumentare il numero di clienti è, quindi, auspicabile (se non necessario) approfondire le materie relative al marketing e alle vendite.

Esistono dei punti in comune fra i vari tipi di business, a prescindere del settore specifico di riferimento, e il lavoro dello psicologo:

  • ogni business ha come scopo il guadagno e si basa sulla vendita di qualcosa o di un servizio ad un destinatario che, nel caso dello psicologo è un cliente o un paziente;
  • ogni business prevede, pertanto, un’accurata analisi dei bisogni del target di popolazione su cui intervenire o del tipo di popolazione a cui fornire una “risposta” e di conseguenza l’individuazione degli obiettivi legati alla domanda;
  • ogni business prevede un’analisi delle risorse disponibili;
  • si procede con la progettazione di un intervento, la realizzazione di un prodotto o l’offerta di un servizio che rappresentano l’oggetto della vendita;
  • il luogo della vendita può essere la propria casa, quella del cliente, un negozio, un’azienda o, nel caso dello psicologo, uno studio ed è quindi necessario, per lo psicologo, che il cliente o paziente vadano da lui;
  • ogni business ha la necessità di avvalersi di tecniche di marketing e acquisizione clienti all’avanguardia;
  • se sei uno psicologo e lavori bene i tuoi pazienti, in qualche modo, faranno il tuo nome e si occuperanno della tua sponsorizzazione con parenti e amici ma questo non è un metodo scientifico.

Tutto questo lavoro necessita di un monitoraggio costante per rendere il servizio e l’offerta sempre più efficaci.
Le caratteristiche di base utili a te e all’imprenditore sono sicuramente:

  • empatia;
  • abilità relazionali;
  • leadership;
  • capacità di comunicazione;
  • capacità di guidare gli altri;
  • alta motivazione;
  • maturità;
  • autonomia decisionale;
  • autonomia operazionale;
  • lungimiranza;
  • creatività;
  • strategicità;
  • coerenza;
  • flessibilità e adattabilità;
  • determinazione;
  • umiltà nel farsi affiancare da uno o più soci e da altri professionisti in modo da integrare conoscenze e competenze.

Questo non deve scoraggiare noi psicologi né farci sentire “snaturati” o sminuiti. Avere la consapevolezza di questa doppia natura che caratterizza la nostra professione può guidarci verso la crescita personale e professionale.

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